Diego Federici: Ho perso due genitori meravigliosi, in pochi giorni

Tutto ha avuto inizio il 18 marzo, insospettito dal fatto che i miei genitori non rispondevano al telefono, sono corso a casa loro

Mi chiamo Diego Federici, ho 35 anni e vivo a Martinengo, in provincia di Bergamo, come i miei genitori, Renato Federici, 72 anni, e Ida Mattoni, 73 anni, che purtroppo questa malattia mi ha portato via troppo presto.

Renato Federici e Ida Mattoni
Renato Federici e Ida Mattoni

Tutto ha avuto inizio la mattina del 18 marzo. I miei genitori erano sanissimi, senza alcuna patologia; insospettito dal fatto che i miei non rispondevano al telefono, quel giorno sono corso a casa loro.

Ho trovato mia madre a terra con una grave crisi respiratoria e febbre alta, 39.3° e mio padre in stato confusionale, ma con soltanto qualche linea di febbre.

Ho chiamato il 112 spiegando la situazione: sono arrivati tempestivamente, soccorrendo subito la mamma, che però aveva chiari segnali di un caso di Covid-19 abbastanza grave; è stata portata all’ospedale di Treviglio.

Dopo circa un’ora arriva l’altra ambulanza per il papà, ma lui con solo qualche linea di febbre e la saturazione leggermente bassa è stato portato all’ospedale di Romano di Lombardia, salendo con le proprie gambe sull’ambulanza. Verso le 11:00 sempre del 18 marzo, ci chiama l’ospedale di Treviglio, dicendoci che la mamma non ce l’avrebbe fatta e di correre all’ospedale se avessimo voluto darle l’ultimo saluto. Siamo andati, ovviamente, io e mio fratello, ma arrivati all’ospedale ci hanno negato la possibilità di vederla e ci hanno detto di chiamare dopo le 16 per sapere come stesse. Noi, ovviamente disperati, abbiamo aspettato le 16, quando ci hanno comunicato che, rispetto a quando è stata ricoverata, le condizioni della mamma erano leggermente migliorate e di richiamare il giorno dopo, sempre alle 16, per gli aggiornamenti.

Fatto questo, passiamo per l’ospedale di Romano per sapere come sta papà, e ci viene detto che la febbre non c’era più ma che non avendo posti in reparto, avrebbe dovuto stare su un lettino in pronto soccorso e di attendere la loro chiamata il giorno dopo. Noi avevamo comunque dato al papà il suo cellulare, siamo riusciti a sentirlo e ci ha chiesto come stessimo tutti.


Il giorno dopo, è arrivato l’esito del tampone, positivo per entrambi e automaticamente, io e mio fratello ci siamo messi in quarantena, avvisando Regione Lombardia e ATS, che ci comunicarono la durata della quarantena fino al 1 aprile. Questa è stata l’unica volta che Regione e ATS ci hanno considerato.

Nel frattempo su mamma e papà avevamo pochissime notizie e alle nostre domande , abbiamo sempre avuto risposte vaghe o approssimative, fino a quando, venerdì 20 ci chiama l’ospedale di Romano verso le 12, dicendoci che il papà è leggermente peggiorato e che lo hanno messo in reparto e, alla nostra domanda in merito a cosa sarebbe successo nel caso si fosse aggravato di più, ci è stato risposto “vedremo al momento”.

Diego e Renato Federici
Diego e Renato Federici

Sabato 21 marzo, ci chiamano alla mattina alle 8 dicendo che il papà è morto. La mamma, purtroppo, in quei giorni non ha avuto alcun miglioramento, aveva solo la mascherina e l’ossigeno e anche lì alla nostra domanda “Perché non provate con il casco C-pap o a intubarla?”, ci è stato risposto che erano sorte delle complicanze, che non ci sono mai state spiegate, e che l’anestesista ha deciso di non procedere con un trattamento sub-intensivo o intensivo, e che avrebbero, quindi, iniziato a sedarla.

Diego e Pietro Federici con la mamma Ida Mattoni
Diego e Pietro Federici con la mamma Ida Mattoni


Mia madre ci ha lasciati il 25 marzo alle 23, ma l’ospedale ci ha comunicato il decesso il 26 marzo alle 9:30,  solo perché noi abbiamo telefonato per sapere come stesse

Ho perso due genitori meravigliosi, nel giro di pochi giorni, senza poter stare accanto a loro negli ultimi momenti di vita, senza un abbraccio, una carezza, un bacio.

Li porterò sempre nel cuore e spero che ci sia giustizia per quello che hanno. sofferto.

Ciao Mamma, Ciao Papà.

Diego Federici