Lettera ad ATS Bergamo: mio marito, medico di base, morto assistendo i pazienti Covid-19 senza DPI

Lettera di Alessandra Lombardo a ATS Bergamo

Gianbattista Perego è deceduto il 23-04-2020, dopo 37 giorni di calvario, 150° medico di una triste lista di coloro che fino all’ultimo respiro hanno prestato assistenza, conforto e cura ai propri pazienti, pur nella totale mancanza di DPI adeguati.

Buongiorno Dott. Giupponi (Direttore Generale ATS Bergamo ndr),

le invio questo scritto con alcune mie considerazioni e riflessioni personali, sperando lei possa rispondere anche ad alcune mie istanze in merito alla situazione socio-sanitaria che, come cittadina bergamasca, ho rilevato dall’inizio del mese di marzo 2020 ad oggi.

Mi chiamo Alessandra Lombardo, sono insegnante di scuola secondaria di 1° grado, moglie di Gianbattista Perego, medico di assistenza primaria nel Comune di Treviolo(BG) ed aggiungo io, non per vanto ma per la stima che avevo nei suoi confronti e nella sua massima dedizione professionale, anche dermatologo, omeopata, agopuntore, omotossicologo, ozonoterapeuta e profondo studioso di ogni strategia atta a fronteggiare diverse patologie e sperimentare nuovi approcci terapeutici.

Gianbattista Perego è deceduto il 23-04-2020, dopo 37 giorni di calvario, 150° medico di una triste lista di coloro che fino all’ultimo respiro hanno prestato assistenza, conforto e cura ai propri pazienti, pur nella totale mancanza di DPI adeguati.

ATS di Bergamo, agli inizi del mese di marzo 2020, aveva dato in dotazione ad ogni medico di base del territorio, pochissime mascherine chirurgiche ed una confezione di guanti monouso, non rispondendo minimamente a garantire la sostituzione giornaliera dei DPI indispensabili per effettuare in totale sicurezza, le visite ambulatoriali e domiciliari ai pazienti più bisognosi e gravi, nonostante le rassicurazioni di Regione Lombardia circa la fornitura dei DPI stessi (prime indicazioni di Regione Lombardia giunte in ATS il 23-02-2020 registro ufficiale ATS.I.0020724 del 24-02-2020 ore 9.22).

Ricordo la disperata ricerca di trovare DPI idonei tramite amici e pazienti, lo smarrimento generale unito alla paura personale di un reale contagio, che si è rivelato per lui fatale.

A tale proposito la pregherei di ricordare tali indicazioni al Sig. Gallera visto che, quando intervistato dalla stampa, continua a sostenere che i DPI vanno acquistati dai medici stessi. Tale delibera allora che senso avrebbe? Ricordo la disperata ricerca di trovare DPI idonei tramite amici e pazienti, lo smarrimento generale unito alla paura personale di un reale contagio, che si è rivelato per lui fatale.

Purtroppo a distanza di mesi sono a conoscenza diretta di alcuni disservizi che permangono ancora sul territorio, sicuramente imputabili ad una gestione a dir poco scandalosa e colpevole della Regione Lombardia e pertanto mi rivolgo a lei, come Direttore Generale preposto alla gestione e alla responsabilità del funzionamento dell’apparato sanitario provinciale, insieme ai Direttori Sanitari.

Ai medici di base, per l’intero mese di ottobre non sono stati distribuiti DPI

Mi risulta che ai medici di base, per l’intero mese di ottobre, non sono stati distribuiti DPI e che solo nelle ultime 2 settimane, sono stati dati camici, mascherine chirurgiche, poche mascherine FFP2 ma non tute intere, non copricapo, nessuna mascherina FFP3 e nessun occhiale.Inoltre agli stessi è stata distribuita una fornitura irrisoria di vaccini anti-influenzali, anche senza aghi, insufficiente a garantire la richiesta di pazienti fragili e anziani.

Come fatto personale, posso riferire che circa un mese fa, mia figlia ha aspettato invano una telefonata dal servizio preposto per poter effettuare un tampone, richiesto tempestivamente dal medico di base, tanto da essere costretta a chiamare dopo 12 giorni di attesa, la segreteria della Direzione Generale per avere chiarimenti, non essendo disponibile alcuna risposta chiamando il numero di telefono adibito al sevizio suddetto.

Grazie alla disponibilità della sua segretaria, è stata sottoposta ad un tampone domiciliare, per altro non da me richiesto, che è risultato per fortuna negativo. Dato che non sono avvezza a scorciatoie gratuite o favoritismi, pur ringraziando infinitamente l’efficienza della sua segreteria, credo che i servizi e i relativi numeri di telefono dovrebbero sempre essere garantiti nelle fasce orarie stabilite, a tutti i cittadini e non solo a chi come la mia famiglia, è stata colpita così tragicamente.

Non oso pensare che la celerità di un tampone, per di più a domicilio, sia dovuta alla mia situazione personale.

Non tralascio per ultimo:

1) L’infelice e discutibile decisione di ATS Bergamo della richiesta di una consulenza legale per accertare la responsabilità da parte dei medici di base nella gestione dell’emergenza, con particolare riferimento alla disponibilità e all’utilizzo dei dispositivi di protezione, quando su 700 medici in provincia, 150 si sono ammalati gravemente e 6 sono deceduti. Demoralizzante il solo pensiero di considerarli responsabili nell’esercizio totale e generoso del proprio lavoro.

2) A fronte della scarsità di vaccini anti-influenzali gratuiti presso le sedi opportune, la disponibilità degli stessi a pagamento, presso le strutture private, al costo di 65 euro. Mi chiedo dove siano stati reperiti tali vaccini?

3) Il costo di 90/100 euro dei tamponi a pagamento, quando nella maggioranza delle altre regioni italiane costano meno della metà.

4) Il vistoso ritardo nella risposta dell’esito di un tampone, se effettuato in pazienti asintomatici ma a contatto stretto con soggetti positivi o sintomatici non gravi.

5) La mancanza totale di riferimenti telefonici o via email a disposizione di medici, per avere chiarimenti o disposizioni tempestive finalizzate a richiedere o avere informazioni sull’esecuzione dei tamponi e per ogni problematica inerente alla pandemia in corso.

6) La precarietà di un sistema informatico che non risponde alle esigenze di efficienza e velocità nello svolgimento del proprio lavoro di assistenza ai malati.

7) L’inefficienza di un servizio telefonico a disposizione delle richieste dei cittadini o dei datori di lavoro. Forse la lista potrebbe continuare ma mi fermo qui.

Spero lei possa trovare le giuste strategie di mediazione anche e soprattutto con coloro che hanno potere politico decisionale e determinante per il futuro della sanità lombarda, tanto decantata rispetto alle altre regioni italiane, ma ahimè ora specchio di un’incompetenza gestionale e di chiacchiere infruttuose che riflettono solo le dinamiche perverse di un sistema malato.
Avrei piacere d’incontrarla personalmente e la ringrazio anticipatamente della sua disponibilità.

Cordiali saluti
Alessandra Lombardo


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