Lettera Aperta

Ho letto su questo gruppo una moltitudine di storie strazianti, dolorose e veramente difficili da commentare anche solo nel tentativo di regalare una parola di conforto, una goccia di bene in un oceano di male. Così è nato il Comitato e per noi membri fondatori, così come per tanta altra gente, è stato un primo successo. Perdere i propri cari, non averli più visti da vivi e non poterli salutare un’ultima volta neppure da morti… Come si può accettare tutto questo? L’impossibile è diventato possibile e unire il dolore di tutte queste persone ci ha permesso di gridare all’unisono, facendo sentire la nostra voce timidamente prima e poi, con la crescente partecipazione di tanta, tanta, tanta gente, con sempre più impeto.

Ecco allora l’attenzione della stampa con relative richieste di interviste, grazie a cui abbiamo avuto la grande ed insperata possibilità di essere ascoltati, di far capire a chi ci governa e avrebbe dovuto tutelarci che no, questa volta non avremmo permesso loro di liquidare i nostri morti con un semplice “abbiamo fatto tutto il possibile di fronte a questo tsunami che ci ha travolto”, semplicemente perchè non è la verità e le indagini in corso lo stanno ampiamente dimostrando.

Col trascorrere del tempo, un tempo molto breve a voler essere precisi, la gestione del gruppo e del comitato è diventata sempre più impegnativa e abbiamo ricevuto proposte di collaborazione fattiva da molte persone; a quel punto la “famiglia” si è allargata con l’arrivo di Consuelo e del team dei legali, di Robert per la gestione della comunicazione e dei moderatori per il coordinamento dei post indirizzati al gruppo fb. Da lì in avanti è stato un brulicare di ricerche, confronti, comunicati e preparazione di documenti per ogni Denuncia Day davanti alla Procura di Bergamo, ma questa parte della storia la conoscete già e l’abbiamo vissuta tutti insieme.

Ci stiamo avvicinando al triste primo anniversario di questa pandemia che ha stravolto le nostre vite e in molti casi anche il nostro stesso modo di essere e purtroppo parliamo e leggiamo sui giornali “Frattura del Comitato”, “Il presidente ha ambizioni politiche”, “Il team dei legali ed il responsabile della comunicazione si dissociano dal comitato a causa di un post che attacca la procura”.

Cosa diavolo è successo? Io, pur essendo all’interno del direttivo, onestamente non l’ho ancora ben capito, o meglio, ero a conoscenza di alcune divergenze e diversità di vedute, ma non al punto di pensare che il nostro canale di comunicazione interno fosse completamente saltato.

Su post e dichiarazioni televisivi non molto ben “riusciti” abbiamo infatti sempre discusso, litigato e anche gridato tra di noi, ma sempre in modo costruttivo e per il bene del comitato; questa volta invece le cose sono andate diversamente, la moltitudine quotidiana di post, videochiamate, telefonate e messaggi non c’è stata. Solo un commento riferito al post e definito “interpretabile”. Quel post per noi era uno dei tanti, sicuramente a posteriori riconosciuto come infelice e inopportuno, ma nulla di più. Della dissociazione abbiamo appreso solo attraverso le agenzie di stampa. Quello stesso giorno ho incontrato Consuelo e ho cercato un chiarimento che potesse sfociare in un riavvicinamento, ma senza successo. Ho tentato di contattare anche Robert, ma non ho ricevuta da parte sua nessuna risposta.

Dopo qualche giorno leggo il lungo post di Consuelo e sfocia la polemica a mezzo stampa sull’intenzione del Presidente di fare politica attraverso accordi “sottobanco” con il sindaco Gori e il PD. Il sasso è stato gettato nello stagno, le onde inevitabilmente si formano e via con i commenti sui social “Fusco punta alla poltrona”, “la lobby dei Fusco non mi ha mai convinto”, “ho notato che cercavano sempre l’attenzione delle telecamere tutti ben vestiti e leccati”, “ho fatto una donazione e mi delude molto sapere che è stata usata per fare politica”, “dilettanti che vogliono gestire un gruppo di queste proporzioni”, “Non capisco che senso abbia un comitato alla ricerca di verità e giustizia ma che non vuole più dare supporto alle cause civili”. Potrei continuare più o meno all’infinito ma preferisco fermarmi qui.

Per mesi non so sinceramente dire quante volte abbiamo parlato tra di noi del futuro del comitato, dell’opportunità di supportare o meno in base allo statuto le cause civili parallelamente a quelle penali, della possibilità di interloquire con la politica per trovare supporto alle nostre istanze presenti e future, di proporre iniziative culturali e sociali che sposassero le aspettative di tutte le persone che ci hanno dato fiducia, ma allora nessuno è “saltato sulla sedia” pronunciando la parola “politica”, ora invece sembra quasi uno scandalo da giornali di gossip pubblicato sui social perchè la verità deve emergere. La semplice idea di prendere in considerazione un progetto a più ampio raggio, peraltro più volte ipotizzato da Fusco in diverse dirette fb, si è trasformato in un Fusco che ha già fatto accordi con politici, che magari ha già scelto il colore e l’imbottitura della sua stramaledetta poltrona e che ha nella sostanza sfruttato il dolore dei familiari delle vittime per raggiungere il suo personale scopo.

Replicare alle accuse è doveroso, ma è anche un’arma a doppio taglio; se non dici nulla non sei trasparente e quindi sei colpevole; del resto se si cerca di chiarire, poco o nulla di ciò che dirai potrà essere mai abbastanza, perchè in questo specifico caso non si parla di fatti, misfatti o reati, ma di dimostrare la buona fede delle proprie intenzioni… praticamente impossibile, quando ancora nulla è stato fatto e soprattutto nulla è stato speso.

La fiducia reciproca è ovviamente ed inevitabilmente venuta meno e credo che questa sia una pesante sconfitta; io personalmente ne soffro molto, ma qualsiasi cosa accada sono certa che noi e tutti coloro che si spendono per questa causa, dentro o fuori dal comitato poco importa, ognuno a proprio modo e con l’umiltà di non fare sempre tutto in modo ineccepibile, vogliamo in fondo la stessa cosa continuando la battaglia per avere giustizia.

Credere nella buona fede del comitato per le cose fatte bene e anche per quelle fatte male dipende solo ed esclusivamente dall’idea che ognuno di Voi si farà in merito e nel proprio intimo.

Ringrazio chi ha avuto la pazienza e la voglia di leggere questa mia semplice considerazione.

Francesca Meloni
Co-fondatore del Comitato “NOI DENUNCEREMO”

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