Noi Denunceremo deposita una memoria alla Procura di Bergamo

Procura di Bergamo

Nella memoria di 66 pagine depositata si allineano ulteriori elementi per contestare

Giovedi 26 Novembre 2020, la legale Consuelo Locati ha depositato la memoria del Comitato Noi Denunceremo presso la Procura di Bergamo.

Ecco la memoria presentata dal comitato vittime Covid nato a Bergamo: nell’ultimo atto di accusa le omissioni dei politici: “Dolo eventuale come nel caso Thyssen”.La peste alle porte.

Era il 30 gennaio 2020 – attenti alle date – quando il ministero della Salute informava tutti i presidenti delle Regioni italiane che era in arrivo una pandemia simile a quella della peste: “Il nuovo virus, pur essendo per il momento classificato come di tipo B quanto a pericolosità (al pari di quelli della Sars, dell’Aids e della Polio), viene gestito come se fosse appartenente alla classe A (la stessa del colera e della peste)”.

Ventuno giorni dopo, viene individuato a Codogno quello che è considerato il “paziente 1” del Covid-19. Ma uno dei presidenti a cui era arrivata la circolare ministeriale che evocava la peste, il lombardo Attilio Fontana, doveva essere molto distratto, perché 26 giorni dopo averla ricevuta, il 25 febbraio, dichiarava: “Cerchiamo di sdrammatizzare, è una situazione senz’altro difficile, ma non così tanto pericolosa. Il virus è molto aggressivo nella diffusione, ma molto meno nelle conseguenze. È poco più di una normale influenza”.

Nella memoria di 66 pagine depositata si allineano ulteriori elementi per contestare, agli amministratori pubblici che hanno sottovalutato la situazione e malgestito il contrasto, il reato di epidemia colposa.

Ipotizzando anche il “dolo eventuale”, quello che fu contestato ai dirigenti della ThyssenKrupp durante il processo per la strage che avvenne a Torino nella notte tra il 6 e il 7 dicembre 2007, quando morirono sette operai a causa di un rogo sulla linea 5 dell’acciaieria.

Il pool guidato dall’allora procuratore aggiunto di Torino, Raffaele Guariniello, ottenne in primo grado la condanna dei dirigenti dello stabilimento per “omicidio volontario con dolo eventuale”: quei dirigenti si erano rappresentati “la concreta possibilità del verificarsi di un incendio, di un infortunio anche mortale, accettandone il rischio”.

In Appello e in Cassazione, il reato fu riformulato da “omicidio volontario con dolo eventuale” a “omicidio colposo con colpa cosciente” (la colpa nella sua forma più grave), con condanne comunque molto pesanti per quello che era considerato un “incidente”.

La reiterazione delle condotte omissive è provata dall’assoluta identità di comportamenti omissivi posti in essere nella prima fase pandemica e reiterati sino ad oggi.

Ed è qui che i legali di Noi Denunceremo vedono le maggiori analogie con la pandemia: “La reiterazione delle condotte omissive – scrivono – è provata dall’assoluta identità di comportamenti omissivi posti in essere nella prima fase pandemica e reiterati, senza alcuna modifica, anche nei mesi successivi al mese di marzo 2020 e sino a oggi”.

A febbraio 2020 ci fu la gestione sciagurata dell’emergenza in Lombardia, con la riapertura dell’ospedale-focolaio di Alzano Lombardo (23 febbraio) e subito dopo la non chiusura in zona rossa dei cluster di Alzano e Nembro (Bergamo), di Lodi e di Orzinuovi (Brescia): “Una responsabilità omissiva” della Regione Lombardia, “per non aver posto in essere quanto era suo preciso obbligo attuare per tutelare la salute e la vita dei cittadini.

La Regione non fece scorta di Dpi (mascherine e altre protezioni individuali) nonostante sapesse del rischio di epidemia sin dal 22 gennaio 2020, non si attivò per reperire agenti reagenti per l’effettuazione di tamponi per il tracciamento della catena


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