Oggi non parlo di Covid, non parlo di bollettini, non parlo di DPCM.

Parlo di noi, di noi tutti, dal primo all’ultimo. E spero di far passare chiaro un messaggio che moltissimi di voi hanno già recepito ma di cui ancora, alcuni, faticano a comprenderne l’importanza. Nel nostro gruppo Facebook ci sono 70.000 persone circa, la stragrande maggioranza italiana. Non lombarde, non napoletane, non isolane: ITALIANE. Qui dentro ci sono una valanga di juventini, migliaia di interisti, frotte di milanisti. Abbiamo cacciatori e amanti degli animali, abbiamo fighetti della moda e gente per la quale gli abiti sono solo un mezzo per coprirsi dal freddo.

Abbiamo chi guida il Bmw nuovo di pacca e chi prende l’autobus, chi fa il panettiere e chi il manager della grande azienda. Siamo l’Italia, siamo un insieme di facce, colori, dialetti, tradizioni e pensieri. Sarebbe una bugia dire che abbiamo tutti la stessa visione politica, ed infatti non lo dirò. Come per le squadre di calcio, come per le professioni, come per le mode, qui dentro abbiamo gente che ha votato Lega, gente tesserata al PD, gente iscritta alla piattaforma Rousseau, gente che non vota perché non si fida di nessuno…e sono tutti nell’ordine delle migliaia.

Pensate che, addirittura all’interno del Direttivo del Comitato ci sono persone che hanno idee politiche diametralmente opposte. Non distanti, diametralmente opposte! E se ci dovessimo trovare a parlare di alcuni temi caldi, probabilmente alzeremmo la voce anche noi per far valere il nostro ideale e quelle che consideriamo le nostre ragioni. Da quando siamo nati, il 22 di Marzo, abbiamo sempre detto una cosa: che CHIUNQUE abbia commesso un errore dovrà rispondere delle sue azioni. Indipendentemente dal colore politico, indipendentemente dal ruolo istituzionale che ricopre.

Se ci avete seguito in questi mesi, penso abbiate visto la mole di lavoro immensa alla quale ci siamo sottoposti per ricercare la verità: documenti spariti, e-mail compromettenti, report che nessuno voleva che uscissero; ne abbiamo trovate veramente tante di cose. E, ve lo posso garantire, tutte queste migliaia e migliaia di pagine che ci siamo letti, ci hanno dato la conferma che le responsabilità ci sono, e purtroppo non sono in capo ad una sola persona o ad un solo partito politico. Spaziano dalla destra alla sinistra e vanno a ritroso per almeno gli ultimi 15 anni. Certo, ci sarà quello che è più colpevole dell’altro, questo è indubbio, ma credetemi che nessuno, di nessun partito, ha la coscienza immacolata.

Mi capita, raramente per fortuna, ma capita, di vedere ancora commenti dove certe persone non riescono ad andare oltre le simpatie/antipatie politiche. Non farò nomi né citerò i suddetti commenti, ma vedere frasi come “e i 49 milioni??” piuttosto che “parliamo di Bibbiano??” mi fa sanguinare gli occhi.Mi rivolgo a quei pochi che ancora non l’hanno capito; ma non vi rendete conto che è l’intero sistema che è marcio?

Non vi rendete conto che certi politicanti (non politici, perché non meritano questo termine) si scannano in parlamento e poi magari escono a cena insieme come due vecchi amici? Non vi rendete conto che a loro, dell’interesse del cittadino, gliene frega poco o niente? L’importante è quella benedetta poltrona sulla quale appoggiano il loro bel sedere. Vivessimo in tempo di grandi statisti, ci fossero ancora politici veri come lo erano Almirante e Berlinguer, sempre avversari ma mai nemici, non starei facendo questo discorso.

Ma quello che vediamo oggi, e che abbiamo visto negli ultimi 15 anni non è politica, è qualcos’altro. È un costante tentativo di attaccare l’altro perché ha fatto/non fatto qualcosa. Non si difende più il proprio ideale cercando di spiegare perché lo si considera migliore, si attacca quello dell’avversario per affossarlo dicendo dove è peggiore. Forse i nostri politicanti non hanno idea del compito gravoso e nobile che hanno voluto rivestire; non solo hanno in mano le sorti di una Nazione (la più bella del mondo oserei dire), ma la rappresentano!

Sono l’immagine dell’Italia agli occhi del mondo. Ogni loro errore è un errore dell’Italia, ogni loro figuraccia è una figuraccia dell’Italia. Ogni caduta di stile è una caduta di stile dell’Italia. E se lo è dell’Italia, lo è di tutti noi, indipendentemente che voi siate grillini, del PD, della Lega o di qualsiasi altro partito. E io lo so bene che tutti noi ci vergogniamo come ladri in chiesa quando, trovandoci all’estero, sentiamo stranieri fare battutine sulla nostra classe politica. So che vorremmo dire loro “queste persone non ci rappresentano”. Ma purtroppo lo fanno. Purtroppo gliene abbiamo dato l’autorità. Purtroppo abbiamo creduto alle loro promesse. Purtroppo quelle promesse, una volta sedutisi su quella poltrona, le hanno prontamente disattese.Il punto del mio discorso è che siamo governati, da anni ormai, da una classe politica che non ci rappresenta più, da politicanti che non sanno neanche come sono arrivati a quella poltrona, ma sanno benissimo come rimanerci saldamente ancorati.

Da “geni” che sono riusciti a passare da fare il bibitaro a diventare Ministro del Lavoro e poi degli Esteri….e penso che anche lui si chieda come ha fatto! Il mio non è e non vuole essere un attacco a nessun partito e/o a nessun esponente della politica. Vuole essere un attacco al sistema della politica stessa!Da pochi giorni abbiamo superato 60.000 morti….una città come Olbia spazzata via e noi qui, che ancora parliamo di Bibbiano, dei 49 milioni, del Papeete, dei banchi con le rotelle, dei monopattini elettrici e di tutto quel fumo negli occhi che volontariamente ci gettano per evitare che ci possiamo soffermare sui veri problemi.

Ragazzi, dobbiamo guardare oltre, dobbiamo avere la coscienza e l’umiltà di capire che questo sistema politico basato sulle chiacchiere e non sulla competenza si è dissolto. Dobbiamo aver la forza di gettare la tessera del partito, di superare i colori delle bandiere, se vogliamo veramente ricostruire un’Italia di cui essere degni.

Dobbiamo cambiare il libro sul quale vogliamo scrivere la nostra storia italiana. E dobbiamo cominciare scrivendolo tutti insieme.

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