Report OMS sparito: Zambon ascoltato in Procura

Francesco Zambon Ascoltato in Procura

Il ricercatore OMS Francesco Zambon è stato ascoltato ieri pomeriggio dai magistrati della Procura di Bergamo. 

Zambon è autore del rapporto OMS “An unprecedented challenge – Italy’s first response to COVID-19”, il report sulla gestione italiana della prima ondata della pandemia rimosso dal sito OMS dopo meno di 24 ore dalla sua pubblicazione. 

In seguito ad un articolo pubblicato dal The Guardian, Noi Denunceremo aveva ritrovato il rapporto e lo aveva presentato pubblicamente in una conferenza stampa lo scorso 10 Settembre, subito dopo averlo consegnato alla Procura di Bergamo. (Per rivedere la conferenza stampa clicca qui )

Lo scorso 5 Novembre era stato ascoltato il direttore aggiunto dell’OMS Ranieri Guerra

Lo scorso 5 novembre, il team guidato dal Procuratore Capo Antonio Chiappani aveva sentito proprio il direttore aggiunto dell’OMS Ranieri Guerra. Lo stesso non era stato possibile, fino ad oggi, per Zambon e gli altri ricercatori che hanno lavorato al report; per ben tre volte infatti, Zambon è stato convocato dalla Procura di Bergamo e per ben tre volte l’OMS aveva opposto l’immunità diplomatica.

Zambon, ieri pomeriggio si è presentato alla Procura di Bergamo senza alcuna nuova convocazione ed è stato interrogato per 5 ore non solo sulla sparizione del report, ma anche sul contenuto delle mail rese pubbliche nelle scorse settimane dalle quali emergerebbero pressioni per correggere, in particolare modo, la data di pubblicazione del piano pandemico italiano dal 2006 ad un presunto aggiornamento del 2016, mai realmente avvenuto.

Noi Denunceremo aveva ritrovato quel report: consegnato alla Procura e reso pubblico.

Siamo soddisfatti di questi sviluppi, poiché riteniamo cruciale la testimonianza di Zambon (e di tutti gli altri ricercatori che hanno lavorato a quel report) per far emergere la verità su quanto accaduto non solo con la sparizione del report. Ma soprattutto per il fatto che per 15 anni abbiamo avuto un piano pandemico che non era adeguato alle direttive internazionali e di conseguenza non era idoneo ad affrontare gli scenari che purtroppo oggi tutti conosciamo. 

Diffusa alla stampa estera, la questione è diventata un caso internazionale.

Nonostante le difficoltà incontrate in questo percorso, il Comitato non si è mai fermato, condividendo le informazioni anche con la stampa estera e facendo diventare la questione un vero e proprio affare internazionale.

Continueremo su questa strada affinché finalmente tutti i nodi arrivino al pettine e vengano definitivamente sciolti: solo facendo emergere tutto ciò che non ha funzionato si potranno gettare le basi per far sì che quanto stiamo vivendo da quasi un anno non accada più. 


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